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I Vini DOC e DOCG

La vitivinicoltura rappresenta l’espressione suprema del Piceno, negli ultimi anni la produzione enologica di questo territorio ha raggiunto traguardi importanti anche legati al riconoscimento di vini provenienti da vitigni autoctoni quali Passerina e Pecorino, protagonisti della DOCG Offida.

La viticoltura Picena affonda le sue radici nella storia, nei secoli le tecniche sono mutate a seconda delle esigenze e del progredire delle conoscenze e le notizie arrivate fino a noi si sono fatte man mano più dettagliate, già a partire dal Cinquecento. Da questi resoconti storici emerge che la tradizione della coltivazione della vite in quest’area, soprattutto nella parte più alta delle colline, sia da sempre all’insegna di vitigni autoctoni o, comunque, legati alle zone del centro Italia.

Fortunatamente, grazie all’impegno dei produttori, questo bagaglio di sapere e conoscenze eroiche non è andato perso nel corso degli ultimi cinquantenni: i vitigni autoctoni sono stati recuperati e valorizzati e conoscono oggi un periodo di nuova vitalità affermandosi anche presso il grande pubblico.

Tutto ciò è stato possibile perché i produttori, in gran numero, hanno saputo resistere all’esodo dalle campagne delle colline alle industrie che stavano nascendo lungo la costa, avvenuto proprio negli anni del boom economico: grazie a quanto avvenuto, i territori delle colline sono rimasti incontaminati e divenuti terreno fertile per la viticoltura moderna. Negli anni Ottanta il settore ha conosciuto un grande impulso che ha permesso di offrire ottimi prodotti a prezzi assolutamente accessibili e adeguati posti di lavoro.

La realtà vitivinicola picena può contare su una DOCG - “Offida” caratterizzata da tre tipologie: Pecorino, Passerina ed Offida Rosso e su 3 DOC: Rosso Piceno (anche nella tipologia Superiore) che nel 2008 ha festeggiato il quarantennale dell’istituzione (1968), Falerio e Terre di Offida (nelle tipologie Passerina Passito, Vin Santo e spumante).

La realtà vitivinicola picena conta su un totale di circa nove mila ettari di superficie vitata di cui circa 5000 iscritti alla DOCG e DOC, una produ­zione complessiva orientativamente pari a 600 mila ettolitri di cui circa 250000 a DOCG e DOC.

SCHEDE DEI VINI E DEI VITIGNI DEL PICENO

VITIGNO PECORINO

Storia recente quella del pecorino, nome legato alla transumanza , riscoperto quasi per caso nella prima metà degli anni 70 e vinificato in purezza come vino da tavola nel 1981 dalla famiglia Cocci Grifoni, questo splendido vitigno era stato abbandonato dai coltivatori per la scarsa resa e una freschezza difficile da domare, a vantaggio di uve in grado di dare maggiori quantità. Il vitigno pecorino ama i luoghi freschi, possibilmente in quota, e ha imparato a completare il ciclo di maturazione in un tempo relativamente breve, a fiorire tardi e maturare presto. Si è acclimatato in modo perfetto nella zona appenninica del Piceno. Dapprima utilizzato come miglioratore di uvaggi, principalmente a base di trebbiano, in virtù della concentrazione di profumi e acidità. Oggi, il pecorino viene apprezzato per le sue peculiarità e vinificato  in purezza. Il vino ottenuto da questo vitigno è di colore giallo paglierino con riflessi verdolini in gioventù, di grande luminosità e vivezza anche dopo qualche anno quando il colore vira sui riflessi dorati. Al naso l’impatto è intenso ed elegante di frutta e fiori maturi e note di erbe aromatiche. In bocca l’ingresso è sontuoso senza cedimenti, la soddisfazione è immediata, l’equilibrio perfetto, il finale è lungo di note fruttate e minerali. Ottimo con i piatti tipici del territorio, dalle olive fritte all’ascolana fino al fritto misto all’ascolana ai piatti della costa come zuppe e brodetti, grande pescato al forno lardellato.

VINI DOC e DOCG con uve pecorino

Offida pecorino DOCG dal 20011 : pecorino 85%, resa per ettaro 90 ql
Falerio Pecorino DOC dal 2011: pecorino 85%, resa per ettaro 110 ql.
Falerio dei colli Ascolani DOC dal 1975 con successiva modifica del 1997 : pecorino 10-30%

VITIGNO PASSERINA

Vitigno quasi abbandonato all’inizio degli anni 60 per dare maggiore spazio a uve bianche ancora più vigorose come i trebbiano, questo vitigno è secondo le ultime ricerche di chiara origine marchigiana, anche se si è diffuso in altre regioni limitrofe, con nomi diversi.
Curioso è il nome che sembra abbia origine dalla particolare predilezione dei passeracei nei confronti di questa uva. Capace di buon  accumulo di zuccheri e di acidi questo vitigno si esprime in tanti modi e sempre con risultati eccellenti. Secco e fermo, questo vino presenta un bel colore giallo paglierino  vivo e luminoso; al naso con note di frutta e fiori freschi dolci e piacevoli; in bocca l’ingresso è piacevole con note fresche in evidenza, ma di buon equilibrio e persistenza gusto-olfattiva. Ottimo se abbinato agli antipasti della tradizione costiera e ai primi piatti a base di molluschi e crostacei o sughi con pesce e verdure.
L’importante presenza acidica permette a questa uva, se vendemmiata in leggero anticipo, di dare spumanti di piacevolezza assoluta sia al naso, con frutti bianchi e gialli e fiori , sia in bocca, dove la bollicina sottile e  persistente ci invita immediatamente al secondo sorso. Ottimo come aperitivo, si abbina bene a preparazioni con crostacei e molluschi. Uva adatta anche alla produzione di passiti e vino santo, dopo lungo passaggio in legno il colore diventa di ambra luminosissima, con note di frutta matura , secca e confettura di frutta, lo speziato è importante. In bocca, la dolcezza non prende mai il sopravvento supportata da una acidità sempre viva; l’equilibrio è assoluto; il finale è lungo e piacevolissimo in via retro nasale, subito un altro sorso. Pasticceria secca ed in particolare con i funghetti di Offida, oppure un buon libro.

VINI DOC e DOCG con uve passerina

Offida passerina DOCG dal 2011 ( solo fermo): passerina 85%, resa per ettaro 90 ql.
Terre di Offida DOC dal 2011: Passerina 85%, tipologie: Spumante, Passito, Vino Santo, resa per ettaro 120 ql.
Falerio dei colli Ascolani DOC dal 1975 con successiva modifica del 1997 : passerina 10-30%

VITIGNO MONTEPULCIANO

E’ bene precisare subito che il vitigno Montepulciano non ha nulla a che vedere con l’omonimo comune e vino della Toscana a base sangiovese. Vitigno autoctono del Piceno, intesa come area geografica che si estendeva da Senigallia fino a Pescara, questo vitigno ha trovato nel tempo 3 zone straordinariamente vocate al suo allevamento. Dapprima utilizzato principalmente come vino da taglio per la forza del colore e la struttura, in grado di dare vigore a tante produzioni del nord Italia, oggi viene allevato e vinificato principalmente in purezza per dare vita a vini di forza e classe straordinaria. Nel Piceno come lo conosciamo oggi, ovvero le province di Ascoli Piceno e Fermo, il Montepulciano da vita a una DOP storica del territorio come il Rosso Piceno e una DOCG nuova di zecca come l’Offida Rosso. Vitigno di buona vigoria, e con carica polifenolica importante, questo vitigno  predilige le zone collinari calde e asciutte. In degustazione, se in purezza, si mostra di  colore rubino, che assume riflessi granati con il passare degli anni, sempre impenetrabile e privo di trasparenze, vivo, vivace di grande consistenza. Al naso la nota di marasca è sempre in bella evidenza, ampliata da note speziate e aromi evoluti. In bocca l’ingresso è sempre deciso ed elegante, con tannino deciso in gioventù e che diventa setoso con il passare del tempo; l’equilibrio è da ricercare negli anni anche se il grado alcolico è importante, il finale è lungo con piacevole nota amara. Vino di grande struttura l’Offida Rosso si abbina a timballi e lasagne con sughi di carne e piatti a base di carni rosse arrostite e grigliate.

VINI DOC e DOCG con uve Montepulciano

Offida rosso DOCG dal 2011 (in commercio dal 2013): montepulciano 85%, resa per ettaro 85 ql.
Rosso Piceno DOC: Montepulciano 35-70%

 

ROSSO PICENO

Zona ampia quella del Rosso Piceno, DOC già nel 1968, che comprende  gran parte delle province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il cuore vero di questo vino sta nella tipologia superiore, nei famosi tredici comuni della provincia di Ascoli Piceno(Acquaviva Picena, Appignano, Castorano, Offida, ed in parte Ascoli Piceno, Castel di Lama, Colli del Tronto, GrottammareMonsampolo del Tronto, Monteprandone, Ripatransone, San Benedetto del Tronto.). In questa area ristretta il Montepulciano e il Sangiovese si integrano alla perfezione dando vita ad un vino dal colore rosso rubino con riflessi granati, profumi di frutta fresca, confetture e spezie, in bocca il sapore è intenso dove spiccano buone doti di tannicità e una lunga persistenza aromatica. Nel suo maturare può migliorare per intensità e complessità. Ottimo con formaggi abbastanza piccanti, primi piatti con sughi di carne, arrosti e grigliate.

Rosso Piceno DOC: Montepulciano 35-70%,  sangiovese 30-50%
Resa per ettaro 130 ql.
Per il superiore affinamento minimo di 12 mesi

FALERIO DEI COLLI ASCOLANI o FALERIO

Vino bianco della tradizione , il Falerio è una DOC presente dal 1975 e per anni è stato l’unico vino bianco della provincia di Ascoli Piceno e Fermo, sua terra di origine. Apprezzato per anni, soprattutto sulla costa per la sua grande capacità di abbinarsi con i piatti della cucina marinara, dopo qualche anno di appannamento oggi sta ritornando piano piano  al suo antico splendore. È un vino da bersi giovane, per apprezzarne al meglio le doti di fragranza e vivacità gustativa, sia come aperitivo sia in abbinamento a piatti di pesce.

Trebbiano toscano 20-50%,  pecorino 10-30%, passerina10-30%
Resa per ettaro 130 ql